Legno, acciaio e birra annacquata…

Ti appresti a lasciare qualcosa di grande e nel farlo, ti rendi conto che non succede in un solo istante ma a poco a poco le parti che la compongono o che l’hanno composta una alla volta vengono sorpassate. Oggi ad esempio sono in facoltà, ed è l’ultima volta. Quasi tutti hanno già finito restano solo i ragazzi dell’ultimo anno, tesi e sudati d’avanti ai loro portatili, con delle vistose occhiaie e poca voglia di comunicare. Il corridoio centrale è vuoto proprio come quel 6 settembre, forse un po’ meno a dire il vero. Non molto da segnalare, ma come è stato per la mia stanza in residenza, mi sento di dedicare un post a questa sorta di atipico atelier per artisti. Sculture e quadri ovunque, musica a tutto volume che esce di continuo da un bar autogestito, biliardo e birra ( alcolica ) venduti a partire dalle 9:00. Tutto questo associato nel mio caso ad una disperata corsa contro un TRANSCRIPT OF RECORDS sempre più corto. Di recente é uscito un articolo, su non ricordo quale rivista di architettura, che sparava a zero su questa facoltà, mi sento di difendere, se non le scelte tecniche che a volta lasciano a desiderare ( piove dentro, la copertura rischia di crollare, in inverno fa freddo e in estate è una serra ), piuttosto lo spirito di iniziativa degli studenti e la maggiore elasticità degli spazi, veramente in grado di adattarsi a numerose funzioni e iniziative, senza soccombere alle trame ortogonali di una serie di setti freddi e sterili. Siamo pur sempre degli architetti cazzo !!!
Quindi ciao ENSAL e arrivederci al genio che sceglieva la musica al bar, non ho mai capito chi fosse.
Lione di giuda
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12:09:39
veramente non lo sei ancora…
Jack Daniele
… ed è qui che sbagli…
se sei architetto… lo sei dal principio…
altrimenti lascia perdere…
Lione di Giuda