Monday, July 9, 2007

Il mondo ricomincia da Lunedì

 

Mi sento un pò come Woody Allen all’inizio di Manhattan, non so dove cominciare. Sono a casa ( in Italia ), sono le 16.00 di questo Lunedì 9 Luglio 2007, sono passati più di 10 mesi dal quel 3 di Settembre, tutto è stato così veloce da non rendersene conto. Sono arrivato ieri sera, mi piace viaggiare di domenica, e come dare un certo ritmo alle settimane, ai mesi e agli anni. Non mi sento triste, anche se a guardarmi in questo momento non si direbbe. Barba di due settimane, una Tuborg in mano ( non chiedetemi dove l’ho presa, l’ho trovata in casa ), un CD di musica classica nello stereo, e alla mia destra una foto di Josephine che fa da segnalibro a On the road di Jack Kerouac. Il libro profuma ancora di nuovo, o di plasticoso come molti direbbero, l’ho comprato stamattina. Era la prima cosa che volevo fare una volta tornato, forse un pò per esorcizzare la più grande delle mie paure, cioè quella che dice che il viaggio è finito. Non mi sento proprio di darle ragione e quindi senza perdere tempo, mi tuffo nel libro simbolo della Beat Generation. Il CD è grandioso e mi aiuta a non perdere il filo dei miei pensieri, che dovrei lasciare qui, ma che non vogliono prendere ordine e starsene fermi sulla tastiera e poi sullo schermo. Mi sembra di rincorrere le parole, quindi scusate se il post risulta un pò altalenante e inconcludente, ma alla fine è l’ultimo e quindi…… ah perchè non l’avevo ancora detto? Si, è chiaro che è l’ultimo. Avrei potuto scriverlo a Lyon ma non mi sembrava giusto lasciare fuori dalle mie considerazioni finali  il viaggio e le prime impressioni del ritorno. Insomma questo post segna il rientro in patria di un’Italiano che non poteva stare lontano a lungo dal suo paese, e segna oltretutto la chiusura di un Blog ( …e qui ritorno ad usare la lettera maiuscola… ), che mi ha fatto compagnia in questo mio esilio volontario, mi ha permesso di raccontare le cose eccezionali che mi sono successe e di avere le opinioni di chi era lontano. Esperienza indescrivibile questo Erasmus, formativa senza dubbio, cresci e maturi, cambi, in meglio, cominci a farti delle domande importanti e cominci ad avere un pò più chiaro quello che vuoi nella vita, o perlomeno capisci all’istante quello che non vuoi, per la tua vita. Voglio salutare il mio Blog come fosse un amico, forse il mio vero compagno di avventure, ci ho messo dentro parecchio, cose superficiali e cose personali, spero di non essere sembrato troppo predicatorio o sentimantale, ma alla fine mi piace vivere le cose con slancio e passione e quindi anche nel raccontarle il registro diventa come lo avete conosciuto. Mi sento di fare anche dei ringraziamenti, ringrazio chiunque ha lasciato un commento, e ringrazio anche i lettori invisibili quelli che per timore o semplice disinteresse, hanno letto ma non non hanno scritto, ed è a questi che mi rivolgo adesso. Mi piacerebbe per questo ultimo post che tutti quelli che hanno letto anche solo poche righe di questo mio spazio personale, lasciassero un commento per la chiusura, anche chi non se l’è mai sentita.

Lione di Giuda vi lascia, come ha lasciato la Francia, la sua Lyon, moltissimi amici e qualche cuore infranto. A chi lo conosce bene e lo rivedrà, ricominciatelo pure a chiamare come l’avete sempre chiamato… a lui starà bene così…

Lione di Giuda. 

Posted by Lione di Giuda at 15:30:01 | Permalink | Comments (18)

Tuesday, July 3, 2007

Legno, acciaio e birra annacquata…

 
Ti appresti a lasciare qualcosa di grande e nel farlo, ti rendi conto che non succede in un solo istante ma a poco a poco le parti che la compongono o che l’hanno composta una alla volta vengono sorpassate. Oggi ad esempio sono in facoltà, ed è l’ultima volta. Quasi tutti hanno già finito restano solo i ragazzi dell’ultimo anno, tesi e sudati d’avanti ai loro portatili, con delle vistose occhiaie e poca voglia di comunicare. Il corridoio centrale è vuoto proprio come quel 6 settembre, forse un po’ meno a dire il vero. Non molto da segnalare, ma come è stato per la mia stanza in residenza, mi sento di dedicare un post a questa sorta di atipico atelier per artisti. Sculture e quadri ovunque, musica a tutto volume che esce di continuo da un bar autogestito, biliardo e birra ( alcolica ) venduti a partire dalle 9:00. Tutto questo associato nel mio caso ad una disperata corsa contro un TRANSCRIPT OF RECORDS sempre più corto. Di recente é uscito un articolo, su non ricordo quale rivista di architettura, che sparava a zero su questa facoltà, mi sento di difendere, se non le scelte tecniche che a volta lasciano a desiderare ( piove dentro, la copertura rischia di crollare, in inverno fa freddo e in estate è una serra ), piuttosto lo spirito di iniziativa degli studenti e la maggiore elasticità degli spazi, veramente in grado di adattarsi a numerose funzioni e iniziative, senza soccombere alle trame ortogonali di una serie di setti freddi e sterili. Siamo pur sempre degli architetti cazzo !!!
 
Quindi ciao ENSAL e arrivederci al genio che sceglieva la musica al bar, non ho mai capito chi fosse.
 
Lione di giuda
Posted by Lione di Giuda at 12:09:39 | Permalink | Comments (2)