Jesus Christ Super Star
Normalmente scrivo il post e poi cerco la foto… questa volta è avvenuto il contrario. Durante le vacanze di Pasqua, precisamente la domenica in questione, avevo notato uno strano movimento organizzativo nell’aria, io ero ovviamente preso dai miei pensieri e del tutto ignaro che di li a poco avrei ricevuto una delle richieste più assurde di questo Erasmus… mi si avvicina Silke, una ragazza tedesca che frequenta architettura con me e mi pone la seguente domanda…:
Silke: Alle 19:00 c’è la messa di Pasqua… che fai vieni?
Io: …. mhh…ehh…io…no grazie…io non…!!!
Come fare a spiegarle il perchè del mio sorriso, la mia ironia nel risponderle, come raccontarle in poche parole, tutte le immagini che mi passano per la testa solo nel sentire la parola messa, vecchie inginocchiate, silenzi forzati e cantilene obbligatorie, abiti troppo scomodi e scarpe troppo lucide… senz’altro colpa di mia madre e di film come Amarcord. Oramai il mio ruolo in chiesa è passato da “credente praticante” ( sino ai 14 anni circa, e non per mia scelta ), a quello di turista occasionale interessato più a capitelli e navate che alla canoscenza del Mistero della Fede. Distinguo bene ricordi traumatici per tutti e cinque i sensi:
VISTA: Lo sguardo di mia madre che quasi mi fulminava se per caso ( pur conoscendo il testo del canto di turno ) mi rifiutavo di cantare a scuarciagola…
UDITO: La voce rauca e quasi mai intonata della vecchia alla mia destra che si ostinava e fare acuti troppo pretenziosi per le sue corde vocali…
OLFATTO: L’odore acre e nauseabondo dell’incenso, mi ha sempre fatto pensare a corpi in putrefazione avanzata, dati all’inceneritore…
GUSTO: L’ostia, vogliamo parlare dell’ostia, ci vorrebberero delle istruzioni perchè non rimanga attaccata al palato…
TATTO: Acqua santa gelata in pieno inverno, ginocchia di bambino su legno troppo duro, penitenza o punizione?E soprattuto cosa avrei mai fatto a 8 anni per dovermi redimere…
Immaginate tutti questi input per un bambino che si affaccia al mondo e ai suoi misteri, un bambino che passa quell’ora infinita al tempio a guardare le ragazzine delle altre file facendo attenzione che sua mamma non lo becchi… mai stato cherichetto fortunatamente e ho saputo dell’esistenza dell’oratorio quando oramai ne avevo scampato il pericolo… adesso non vorrei sembrare catastrofico, e non voglio fare l’opinionista dell’ultimo minuto, voglio solo dire che secondo me se mai vedrò Gesù di persona… spero proprio abbia questa espessione…
Lione di Giuda






Ciao a tutti… è un po’ che non scrivo qualcosa di leggero, giusto per raccontarvi come vanno le cose…dovrei essere un po’ meno Ballaro’ e un po’ più Studio Aperto (ma senza esagerare). Il Blog mi è chiaramente sfuggito di mano, e mi sono lanciato in post sulla realtà esistenziale, il rapporto con il mondo e tutta una serie di cose di cui non frega un cazzo a nessuno, o meglio non in questa sede certo. Chiedo scusa e rido’ il via alla narrazione altalenante e leggera dell’inizio che sinceramente preferivo. Oggi credo sia mercoledi’, abbiamo ( e intendo dire io e il mio gruppo… Io, Fabrizio e Silke ) appena finito di presentare il nostro lavoro di rilievo e analisi sul sito di progetto per il laboratorio di restauro. E’ andata bene… per come puo’ essere andata bene ad un gruppo formato solo da Erasmus, cio’ vuol dire che nonstante i sei mesi passati in Francia con il nostro francese nettamente migliorato, non mancano mai durante le presentazioni, facce sconcertate per i termini inventati, o facce che hanno definitivamente gettato la spugna rinunciando a cercare di capire. Ma chi se ne frega… va bene cosi’, siamo un po’ come dei bambini, tutto ci è premesso e giustificato… c’è sempre qualcuno che sorride sinceramente nell’ascoltare le più disparate pronunce estere. Continuo a cercare lavoro, ho provato in una creperia ma è andata male, un paio di ristoranti non mi hanno più richiamato, due bar lo stesso, rimane una pizzeria con cui ho un colloquio. Dovrei portare pizze in giro per Lione con un motorino tutt’altro che affidabile… io non mi perdo d’animo, cerco di accettare di buon grado il fatto di guidare senza marce… e guardo cosa succede.
La città come concetto ha sicuramente del potenziale. Non lo nego. Credo che l’idea di partenza sia stata buona. Onesta perlomeno. Adesso però si fa fatica ad ammetere che ci sono stati dei piccoli errori di valutazione. Bisogna cambiare qualcosa.Niente di rivoluzionario…o meglio, in realtà si tratta di una rivoluzione, solo che non è poi così impossibile. Il primo cambiamento credo debba passare per le menti che abitano la città, poi per le menti che la governano. E’ inutile fare le leggi se una buona maggioranza di chi deve rispettarle, non lo fa di buon grado. Oltretutto queste trasformazioni di cui parlo sono già nell’aria, se ne sente già il bisogno. Il punto sta nel cominciare a persarci come qualcosa di concreto, dargli una forma. Prendiamo le macchine ad esempio. E’ lampante che oramai con le città non c’entrano più nulla, è chiaro che hanno perso la loro utilità, il loro utilizzo è rimasto legato più ad una consuetudine che ad un vero bisogno, eppure non si pensa neppure lontanamente di disfarsene. Potete parlare con chiunque abbia una macchina e la usi in città… e questi non potrà che lamentarsene, dando la responsabilità dello stress che questa gli provoca, a tutti i restanti veicoli, fuori che il proprio. La questione non regge. Non c’è parcheggio, il traffico è lento, non si respira, lo stress dei semafori, macchine in doppia fila, non c’è spazio sui marciapiedi, il parcheggio costa troppo se hai la fortuna di trovarlo. Le macchine forse sono il problema che salta più all’occhio, è tornano utili per fare un esempio di un problema che abbiamo di fronte ma a cui non vogliamo porre rimedio. Forse sono ancora in scia Due di Due ma, mai più di adesso amo le città, per come ti danno la possibilità di variare e di conoscere… se anni fa tutti sono scappati dalle campagne e dai paesi, una ragione ci deve essere stata, vorrei che adesso non si faccia il percorso al contrario, abbandonando ogni volta ciò che comincia a non funzionare senza invece trovare delle soluzioni intelligenti in virtù di questo progresso che tanto sventoliamo e che mai dimostriamo.
Continua l’esperimento, altro angolo di visuale, altra descrizione. La verità è che sono iniziate le vacanze di Pasqua e con un atteggiamento controcorrente mi sono detto che non avrei organizzato niente di particolare. Forse perchè sono in vacanza da circa sei mesi, e organizzare delle vacanze nelle vacanze è un pò come fare gli impacchi ad una gamba di legno. Non serve a nulla. La vacanza deve essere sudata, per essere goduta, deve essere una pausa. Nel mio caso più che una pausa mi serve un play. Quindi dedico queste due settimane a quelle attività che ho iniziato, ma che per cause di forza maggiore non ho concluso. Essere sballottato a destra e sinistra ti impedisce di fare anche le cose più elementari. Oggi ho passato tutta la mattinata a fare un elenco di cose incompiute, nella speranza di portarle perlomeno un pò avanti. Ho iniziato un cotometraggio, senza pretese, una specie di documentario su Lione, ma da un punto di osservazione il più cinematografico possibile. Devo ancora inviare delle e-mail a Genova per il mio piano di studi. Devo preparare delle slide per Heritage Architectural (Restauro). In più sarebbe meglio essere più regolare con la chitarra, una buona mezz’ora al giorno sarebbe già molto. Come si può notare sono cascato in due settimane tappabuchi in cui fortunatamente farò solo cose piacevoli, ho ancora sei o sette film da vedere delle attuali tre retrospettive a l’Institut Lumière. Sono le 15.27, sono in camera mia con Josephine, questa volta trovo facilmente le lettere sulla tastiera, ma la camera ha comunque un fare di sinistra. Nel lettore ci sono i Pink Floyd… alla fine è un pomeriggio di sole saltuario, in cui nessuna occupazione pare più ragionevole di un’altra, ecco perchè l’atmosfera ovattata e senza contorni degli autori di Time mi sembra perfetta. Come concludere…..?