Così va meglio?
Spero che così vada meglio Metal. In realtà la fase riflessiva è data da un tempo (metereologico) cangiante e tendente al cupo. La mia pressione (sanguigna) va su e giù, ma comunque non mi lamento. Ieri sera bella serata, l’ho passata con Josephine, noi due, qualche viatico (… sempre leggero non vi preoccupate, nonostante l’equiparazione), e tre CD, un album dei Pink Floyd che forse neanche tu conosci, The Doors e Are you Experienced del caro vecchio Jimi. Senza dubbio all’insegna dello spirito che mi hai richiesto nel commento al post precedente. In questo momento starei preparando una presentazione per il Laboratorio di Restauro, ascolto la colonna sonora di Forrest Gump (pregiata paura a stecca). Stasera concerto Jazz, finalmente riuscirò ad ascoltarne uno. Ti ricordi a luglio dell’anno scorso quando parlavo di seguire un corso di chitarra jazz, beh mi ci sono voluti 6 mesi solo per vederne un concerto. Come al solito la mia fantasia viaggia sempre più della realtà matutto sommato quest’anno di cose ne ho fatte anche troppe, poi te e ve le racconterò tutte. Se è possibile in una vita intera. Ieri ciucca alcolica pesa a base di rosè, neanche dei migliori… diciamo un 5.50 euri a bottiglia, che per un erasmus devi sapere che è granlusso. Siamo andati a ballare… ma come puoi immaginare il livello della musica non era neanche lontanamente all’altezza di quello di camera di Josephine. Posso affermare che finalmente sono riuscito a trovare i miei anni ‘70, Metal, sono soddisfatto, ci ho messo tanto ma credo di essere nella condizione mentale giusta. Ieri fuori dalla finestra, in strada era una serata di marzo del duemilasette, ma dentro la camera vestiti, musiche viatici e sensazioni erano quelle dei mitici anni della Summer of Love in quel ‘67 o di Woodstock in quel ‘69. Ed è con questa San Francisco di Scott McKenzie che concludo il mio post. A presto e non mollare perchè sono quasi sicuro che siamo nel giusto.
Sex & Drugs & Rock ‘n’ Roll
Lione di Giuda



L’altra sera abbiamo giocato a Poker…
A volte pensi una cosa, poi la cosa succede. Scrivo un post. Lo leggo. Non mi piace. Aspetto. Lo rileggo, mi piace. Lo rileggo…… lo cancello. Nessun commento… a nessuno mancherà questo post! Appena lo cancello però, qualcuno nel post precedente mi comunica che ho tolto il post migliore, tanto lo sapevo che finiva cosi’. Un errore. Non lo so, non ero molto contento del contenuto, mi sembrava troppo predicatorio. Riscriverlo è inutile, impossibile. Cerco allora di mantenere la memoria di quel post, dedicandogli un post. Non è che fosse un gran post, non so perchè sia stato definito il migliore, forse perchè non aveva pretese, era stato scritto per il puro piacere di scrivere, senza un filo conduttore, una serie di pensieri incollati a fatica, e come legante avevo usato il fascino che tutti hanno per l’assurdo, per il misterioso, in realtà di misterioso non c’era nulla. Era come se parlassi da solo. Forse per questo l’ho cancellato, perchè era un post scritto per me.
Oggi che giorno è?
