
Sono circa 3 mesi che la solita scena si ripete.
ORE 12:30…… ci si dirige verso la cantine (mensa).
ORE 12:35…… si inizia la fila.
1. VASSOIO
2. FORCHETTA
3. COLTELLO
4. CUCCHIAINO
5. INSALATA
6. DOLCE
7. CARNE E/O PESCE
8. FRITES
Vorrei soffermarmi sul punto 8.
Ogni giorno, allo stesso orario, con la stessa espressione truce, e lo stesso dolore nel petto, sono costretto a rimanere fermo e zitto mentre un mestolo pieno di FRITES ricopre quello che un secondo prima era il mio pranzo. Gialle, unte, salate, credo di odiarle oramai. Decido di parlare solo oggi di questo supplizio, perchè proprio oggi è saltato fuori il più colorito dei commenti a questo “Tipical American Dish”:
Non è che per caso a furia di mangiare frites ci verrà la pellagra?
PELLAGRA : Malattia da carenza di niacina (vitamina PP: pellagra preventing), o per carenza di apporto (dieta maidica) o per accelerato transito intestinale o per alterazioni della flora intestinale (disturbo con accelerato transito intestinale). In Italia il termine pellagra è documentato dal 1771 nella letteratura medica, che lo riprese dalla tradizione popolare. Malattia che in Italia divenne fra il 1700 e il 1900 la principale causa di ricovero e la principale causa di mortalità infantile.
Diciamo che la pellagra ha a che fare con la farina di grano e non con le patate, ma il punto non è questo. Il punto è che per arrivare a fare un commento del genere probabilmente la situazione ha già superato il limite di sopportabilità. Io per adesso sono passato all’insalata come unico contorno nella speranza che tutto l’olio che ho nello stomaco non faccia reazione con la birra formando chissà quale pericoloso composto chimico.
Oramai un autoironico “In bocca al lupo” sostiutisce il classico “Buon Appetito”.
Lione di Giuda