Prà…rigi

PARIGI: Da dove cominciare non ho idea. Potrei partire da questa foto che sola puo’ descrivervi il carattere ironico e positivo della persona che mi ha ospitato per un sei giorni di delirio All’italiana nella capitale francese. Elencare monumenti e musei visitati, sarebbe una cosa da turisti e non farebbe certo giustizia a quello che è stato questo viaggio. Diciamo piuttosto che abbiamo ripreso un discorso che va avanti da circa nove anni, una specie di …“Dove eravamo rimasti ?”.
Voglio allora elencare le cose che non abbiamo fatto:
Non abbiamo percorso le strade analizzando con sguardo critico e scrupoloso ogni facciata, è stato piuttosto un allegro conversare le per le strade di una città fantastica.
Non abbiamo avuto alcun rispetto per il nostro fisico con ore di sonno perse, pasti saltati e litri di alcolici ingurgitati con ritmi imbarazzanti per un alcolizzato.
Non abbiamo fatto si che i problemi burocratici potessero intaccare minimamente il mio soggiorno, rinviando e spesso dimenticando anche il più piccolo sbattimento … ( vedi Cinzia ).
Non abbiamo assolutamente pensato alle conseguenze di una festa come quella di venerdi’ sera, cinquanta persone in una casa dove a fatica si stava in tre, ma per questo argomento rimando al già troppo esaustivo post a quattro mani.
Molta la gente conosciuta, italiani, spagnoli, francesi, tedeschi, tutti molto simpatici e alla mano, ma un personaggio su tutti a cui va fatta una citazione più ricca è stato Pablo, un ragazzo cileno che il 25 novembre alle 3 di notte ha rincorso in bicicletta un autobus per tutta la città, riuscendo non solo a tenere il ritmo perfettamente ma, a bruciare il conducente sul finale con tanto di frasi di scherno.
Diciamo pure che sono successe queste e moltre altre cose in soli sei giorni a Parigi, posso allora solo immagginare cosa riseverà questo anno al buon vecchio Gaspa. Per quanto riguarda me come al solito faccio bagaglio di esperienze come queste per digerirle e trasformarle in apertura mentale e capacità di adattamento, due cose che fanno sempre comodo a questo mondo.
PS. Il titolo è troppo geniale per essere farina del mio sacco
Lione di Giuda





