Thursday, November 30, 2006

Prà…rigi

PARIGI: Da dove cominciare non ho idea. Potrei partire da questa foto che sola puo’ descrivervi il carattere ironico e positivo della persona che mi ha ospitato per un sei giorni di delirio All’italiana nella capitale francese. Elencare monumenti e musei visitati, sarebbe una cosa da turisti e non farebbe certo giustizia a quello che è stato questo viaggio. Diciamo piuttosto che abbiamo ripreso un discorso che va avanti da circa nove anni, una specie di …“Dove eravamo rimasti ?”.

Voglio allora elencare le cose che non abbiamo fatto:

Non abbiamo percorso le strade analizzando con sguardo critico e scrupoloso ogni facciata, è stato piuttosto un allegro conversare le per le strade di una città fantastica.

Non abbiamo avuto alcun rispetto per il nostro fisico con ore di sonno perse, pasti saltati e litri di alcolici ingurgitati con ritmi imbarazzanti per un alcolizzato.

Non abbiamo fatto si che i problemi burocratici potessero intaccare minimamente il mio soggiorno, rinviando e spesso dimenticando anche il più piccolo sbattimento … ( vedi Cinzia ).

Non abbiamo assolutamente pensato alle conseguenze di una festa come quella di venerdi’ sera, cinquanta persone in una casa dove a fatica si stava in tre, ma per questo argomento rimando al già troppo esaustivo post a quattro mani.

Molta la gente conosciuta, italiani, spagnoli, francesi, tedeschi, tutti molto simpatici e alla mano, ma un personaggio su tutti a cui va fatta una citazione più ricca è stato Pablo, un ragazzo cileno che il 25 novembre alle 3 di notte ha rincorso in bicicletta un autobus per tutta la città, riuscendo non solo a tenere il ritmo perfettamente ma, a bruciare il conducente sul finale con tanto di frasi di scherno.

Diciamo pure che sono successe queste e moltre altre cose in soli sei giorni a Parigi, posso allora solo immagginare cosa riseverà questo anno al buon vecchio Gaspa. Per quanto riguarda me come al solito faccio bagaglio di esperienze come queste per digerirle e trasformarle in apertura mentale e capacità di adattamento, due cose che fanno sempre comodo a questo mondo.

PS. Il titolo è troppo geniale per essere farina del mio sacco

Lione di Giuda

 

 

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Tuesday, November 21, 2006

Capitale…… Arrivo!!!

Domani mattina ore 9.00 partenza da Lione stazione Part Dieu, arrivo alle 10.55 a Parigi stazione Gare de Lyon. Mia prima volta nella capitale Francese e tappa fondamentale di questo mio anno da girovago. Dopo circa 3 mesi i due rappresentanti della La Spezia proletaria si rincontreranno per un cinque giorni di delirio all’italiana. Stasera valigia e ultimi preparativi. Ho già organizzato la prima giornata:visita ad una mostra di fotografia di Robert Doisneau: Paris en liberté a Hotel de Ville su consiglio di Josephine, e nel pomeriggio visita al Musée du quai Branly di Jean Nouvel su consiglio di Marine una ragazza francese della facoltà. Per gli altri quattro giorni ci penserà il Giò ( in quanto padrone di casa ) a farmi da guida.

Lione di Giuda

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Friday, November 17, 2006

Parola d’ordine: ERASMUS

Come spesso accade nella vita, ogni cosa ha due facce. Nel caso specifico, in contrapposizione a tutti gli sbattimenti iniziali fatti tra carte, banche, e appartamenti, il mio essere studente ERASMUS, sta portando i suoi frutti. Si tratta infatti non di una brutta malattia come si puo’ pensare all’inizio ma, al contrario di un jolly utilizzabile in qualsiasi mano. Arrivi in ritardo e senza gli elaborati da consegnare al professore? Scusate sono ERASMUS!!! Vai una festa e il tipo che deve lanciare i gadget è costretto a causa del loro numero limitato a selezionare a chi darli? Ehi, qui’ sono ERASMUS!!! Sei a ballare e non sai come rompere in ghiaccio con una ragazza? Scusa per il mio francese ma sono ERASMUS!!! Adesso capisco perchè le due spagnole che hanno frequentato il corso di costruzioni con me arrivavano sempre in ritardo e senza gli elaborati necessari. Questo succede quando inizi il fine settimana al mercoledi’ torni a casa alle 5.00 e il giovedi’ mattina hai un corso alle 9.00. Essere studente straniero è un passpartout, di cui è difficile non abusare. Non dico che sia giusto, ma credo che dopo tutto il lavoro fatto per ottenere questa etichetta, sia giusto adesso raccoglierne i frutti e se necessario, usarli come scudo in situazioni limite. Le persone provano simpatia e un po’ di tenerezza, sarà per la tua pronuncia ridicola, o per lo sguardo perennemente colpevole per qualcosa che in realtà non hai fatto. Per adesso io ci sguazzo e credo che finchè sarà possibile faro’ di tutto perchè la situazione continui. Le scene a volte sono delle più paradossali, anche dopo due mesi a volte ci sitrova in serie difficoltà ad esprimersi, a mensa ad esempio si utilizza una lingua che tra i miei compagni di corso è molto utilizzata, si tratta di un mix tra francese, spagnolo, italiano e inglese, stessa lingua utilizzata al bar, una delle cose migliori che ho trovato qui’ al mio arrivo e che rimpiangero’ al mio ritorno in Italia. Si tratta di un bar autogestito all’interno della facoltà con musica tutto il pomeriggio ( incredibile musica di qualità!!! il Fabri, il Metal e persino il Paro apprezzerebbero ), sino alle 21.00 e con tanto di biliardo. Tutti i venerdi’ c’è una festa per i ragazzi del quinto anno a cui tutti possono partecipare, una birra media costa 1 euro e 50, ma ha un leggero retrogusto di acqua. Sarà annacquata???!!! In mensa si ostinano a accompagnare i secondi con contorno di pasta scondita scotta e fredda, io ogni santo giorno tento di spiegare come dovrebbero andare le cose ma il tizio continua a ridere e comunicare all’amico in tono scherzoso AH ITALIANO… ITALIANO…, mi butta il pastone nel piatto e ha anche il coraggio di dire Bon Appetit!

Che aggiungere ancora, sono tante le discordanze culturali ma credo che il bello sia questo, adattarsi ed essere il più elastici possibile, un po’ come la pasta che tentano di farmi ingurgitare. Le vancanze di Natale si avvicinano e pregusto il mio ritorno in Italia con relativi festeggiamenti. Adesso il post è decisamente troppo lungo… prima di diventare noioso la pianto qui’.
 
P.S. Comunque non ho intenzione di mollare!!!!!!
 
A presto e buon fine settimana a tutti.
 
Lione di Giuda
 
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Wednesday, November 15, 2006

Click.

Lou Reed - Just a perfect day, drink sangria in a park…… IL TEMPO : se ci penso non mi viente in mente niente di più relativo, pomeriggi infiniti e anni che neanche ricordo di aver trascorso, non sono gli orologi a scandire le ore, siamo noi. Ci si sveglia presto anche se non si ha nulla da fare, quasi come se la giornata in questo modo acquisti più senso. Radiohead - Karma Police arrest this man…… IL TEMPO : Metto la sveglia mezzora prima cosi’ al risveglio so che posso dormire ancora mezz’ora. Resto a letto tutta la mattina, ma sveglio, e a pensare perchè non mi alzo. The Doors - Summer’s almost gone…… IL TEMPO : le estati si restringono, gli inverni si dilatano, non perchè cambi la loro durata ma perchè cambia il nostro modo di leggerle. Amo l’estate ma quando comincia attendo l’inverno, che finalmente arriva e mi fa rimpiangere l’estate. Ho imparato a non giudicare gli anni mentre li vivo. A distanza di TEMPO sono sempre più soddisfatto. Perchè dico tutto questo? Non ne ho la più pallida idea, se lo sapessi probabilmente non l’avrei scritto, ma ho pensato che intanto lo fermo sulla “carta”  e poi forse prenderà senso da se…

Questo post è per tutti quelli che guardano una foto in bianco e nero e provano un po’ di malinconia per non essere stati li’ a sentire il click.

Lione di Giuda

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Tuesday, November 14, 2006

POST INFORMATIVO

Breve post informativo che ha come scopo di informarvi che finalmente sono riuscito a sbloccare i popup che mi impedivano di inserire foto all’interno dei post………. ce ne sono di divertenti per questo consiglio un tour di ripasso di tutto il blog.

P.S. Ringrazio la signorina FuocoFatuo che molto gentilmente mi ha comunicato la procedura per risolvere il mio piccolo problema tecnico.

Lione di Giuda

Posted by Lione di Giuda at 08:12:56 | Permalink | Comments (1) »

Thursday, November 9, 2006

……azione

La situazione mi sta sfuggendo di mano, sono appena fuggito dalla classe. Laboratorio di Costruzioni, simulazioni al computer di strutture, quarta lezione ed è la prima a cui partecipo, faccio fatica a trovare il programma, lo apro, e il candore della pagina rimane tale per una buona mezzora, a questo punto il ragazzo a fianco a me vedendo la mia faccia più pallida del solito, mi spiega che cosa dovrei fare: analizzare la struttura, comprenderne i problemi e apportare delle soluzioni………prendo zaino e giacca ed esco dall’aula. Il corso durerà tutta la mattina il che significa ancora 3 ore di nulla per quanto mi riguarda. Il fantasma delle materie scientifiche mi perseguita tutte le sere, vado a letto e l’ansia mi attanaglia per un’ora buona. Sento già le voci… Dovevi pensarci prima! oppure Sei sempre il solito! o Riuscirai mai a fare la persona seria? o ancora peggio E’ solo questione di organizzazione!!! questa parola ORGANIZZAZIONE non posso sentirla, risuonano nella mia testa sinonimi traslati quali, limitazione, razionalizzazione, standardizzazione ecc… ecc… E pensare che è una vita che il mio secondo nome è IMPROVVISAZIONE, come potete chiedermi adesso di buttare via tutto il lavoro fatto, e cedere alle regole del sistema. Molti di voi ( o perlomeno la Cinzia e tutti quelli sopra i 40 anni ) a questo punto potrebbero dirmi che Voglio la botte piena e la moglie ubriaca, ma non è cosi’, perchè l’umiltà del mio atteggiamento sta nell’accontentarsi di un fiasco da un litro e mezzo e di una moglie più che altro alticcia… mai preteso il massimo considerando i miei sforzi. Tutti i giorni pero’ i segnali che confermano il mio torto sono numerosi, a questo punto le due possibilità sono, scendere a compromessi con la vita in virtù di una visione delle cose più ampia e matura o essere fermi sulle proprie idee nonostante tutto sembri contraddirle.

Tanta volte ho immaginato la mia vita come una gara di atletica, io sono il tizio in calzoncini che corre in solitaria a qualche metro dal gruppo di testa, ha qualche difficoltà a tenere il ritmo perchè agli allenamenti non c’era mai, ma nonostante questo si ostina a non mollare, nella speranza che, gambe permettendo, trovi le forze di fare uno sprint finale e bruciare tutti negli ultimi due-trecento metri.

“Molto spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante“.

Lione di Giuda

 

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Tuesday, November 7, 2006

Che ci faccio qui’……

Domenica pomeriggio, salotto ben arredato, grande tappeto e lampada ad illuminare tutta la stanza, bella donna sui 45 sdraiata su un sofà che legge un libro, nello stereo Mozart, bellissima ragazza seduta sul grande tappeto che beve una cioccolata calda, di tanto in tanto un leggero vociferare in francese di voci che spettegolano del più e del meno ma in perfetta armonia con la musica, temperatura piacevole, una finestra che da su un giardino d’inverno che sembra tirato fuori da un film di Woody Allen, tutto sembra perfetto, ma ad un tratto…… l’elemento di disturbo!!! Testa di rioccioli decisamente sopra misura, jeans strappati, all-star rovinate e postura tutt’altro che aggraziata. In situazioni come questa mi capita spesso di estraniarmi e di guardare la situazione dall’esterno, la conclusione è che diversità e casualità sono il sale della vita. Poi la filosofia finisce e penso.

Che ci faccio qui’.

Lione di Giuda

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Monday, November 6, 2006

NO, meglio di NO……

Questo venerdi’ eravamo io, Al pacino e Robert De Niro, a guardarci negli occhi in silenzio, facce scure, molte cose da dire ma nessuna voglia di parlare, Robert è rimasto tutto il tempo davanti ad uno specchio fissando la sua immagine e chiedendogli se per caso Stava parlando con lui, Al non si è mosso dalla sua sedia, con il braccio fasciato e uno sguardo perso nel vuoto pistola alla mano. Io dei tre ero quello che mi muovevo di più, ma non che mi sia mosso più di tanto… ho letto due volte lo stesso libro, ho ascoltato 100 volte le stesse canzoni, poca luce, per non ricordarmi che fuori la città viveva. Ci sono giornate in cui ti va di pensare, di ascoltare, di scrivere, di disegnare, di leggere, di guardare.

Ma non per questo di uscire.

Lione di Giuda

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Saturday, November 4, 2006

Percorsi……

Esci di casa, attraversi le solite strade di tutti i giorni, ti dirigi verso l’entrata della metro, scendi le scale, passi la tessera sul sensore, scegli il binario, scendi le scale, ti siedi…… a fianco a te, bella ragazza, orientale, sguardo schivo ( come tutte le persone in metro ), arriva la metro, sali prendi posto, 5 fermate arrivi a Vieux Lyon, scendi vai nella tua boulangerie di fiducia, compri la tua pasta al cioccolato di fiducia, ritorni alla metro, passi la tessera sul sensore, scendi le scale o meglio sono le scale a far scendere te ( sono mobili ), prendi la metro, una fermata, arrivi a Bellecour, cambi linea, passi alla rossa salendo delle scale e percorrendo un lungo corridoio, direzione Perrache, sali in metro, ti siedi, due fermate, scendi dalla metro, sali delle scale, entri in un cafè internet, ti siedi stai per toccare il mouse, e per un attimo ti fermi per lanciare un’occhiata alla persona che si sta per sedere al tuo fianco…… bella ragazza, orientale, è la stessa ma stavolta sorride.

La città è veramente piccola.

Lione di Giuda

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