Il mondo ricomincia da Lunedì

Mi sento un pò come Woody Allen all’inizio di Manhattan, non so dove cominciare. Sono a casa ( in Italia ), sono le 16.00 di questo Lunedì 9 Luglio 2007, sono passati più di 10 mesi dal quel 3 di Settembre, tutto è stato così veloce da non rendersene conto. Sono arrivato ieri sera, mi piace viaggiare di domenica, e come dare un certo ritmo alle settimane, ai mesi e agli anni. Non mi sento triste, anche se a guardarmi in questo momento non si direbbe. Barba di due settimane, una Tuborg in mano ( non chiedetemi dove l’ho presa, l’ho trovata in casa ), un CD di musica classica nello stereo, e alla mia destra una foto di Josephine che fa da segnalibro a On the road di Jack Kerouac. Il libro profuma ancora di nuovo, o di plasticoso come molti direbbero, l’ho comprato stamattina. Era la prima cosa che volevo fare una volta tornato, forse un pò per esorcizzare la più grande delle mie paure, cioè quella che dice che il viaggio è finito. Non mi sento proprio di darle ragione e quindi senza perdere tempo, mi tuffo nel libro simbolo della Beat Generation. Il CD è grandioso e mi aiuta a non perdere il filo dei miei pensieri, che dovrei lasciare qui, ma che non vogliono prendere ordine e starsene fermi sulla tastiera e poi sullo schermo. Mi sembra di rincorrere le parole, quindi scusate se il post risulta un pò altalenante e inconcludente, ma alla fine è l’ultimo e quindi…… ah perchè non l’avevo ancora detto? Si, è chiaro che è l’ultimo. Avrei potuto scriverlo a Lyon ma non mi sembrava giusto lasciare fuori dalle mie considerazioni finali il viaggio e le prime impressioni del ritorno. Insomma questo post segna il rientro in patria di un’Italiano che non poteva stare lontano a lungo dal suo paese, e segna oltretutto la chiusura di un Blog ( …e qui ritorno ad usare la lettera maiuscola… ), che mi ha fatto compagnia in questo mio esilio volontario, mi ha permesso di raccontare le cose eccezionali che mi sono successe e di avere le opinioni di chi era lontano. Esperienza indescrivibile questo Erasmus, formativa senza dubbio, cresci e maturi, cambi, in meglio, cominci a farti delle domande importanti e cominci ad avere un pò più chiaro quello che vuoi nella vita, o perlomeno capisci all’istante quello che non vuoi, per la tua vita. Voglio salutare il mio Blog come fosse un amico, forse il mio vero compagno di avventure, ci ho messo dentro parecchio, cose superficiali e cose personali, spero di non essere sembrato troppo predicatorio o sentimantale, ma alla fine mi piace vivere le cose con slancio e passione e quindi anche nel raccontarle il registro diventa come lo avete conosciuto. Mi sento di fare anche dei ringraziamenti, ringrazio chiunque ha lasciato un commento, e ringrazio anche i lettori invisibili quelli che per timore o semplice disinteresse, hanno letto ma non non hanno scritto, ed è a questi che mi rivolgo adesso. Mi piacerebbe per questo ultimo post che tutti quelli che hanno letto anche solo poche righe di questo mio spazio personale, lasciassero un commento per la chiusura, anche chi non se l’è mai sentita.
Lione di Giuda vi lascia, come ha lasciato la Francia, la sua Lyon, moltissimi amici e qualche cuore infranto. A chi lo conosce bene e lo rivedrà, ricominciatelo pure a chiamare come l’avete sempre chiamato… a lui starà bene così…
Lione di Giuda.


Salve. Oggi lo spirito è positivo, uno strano copia-incolla di sensazioni. Stesso identico stato d’animo di quel 25 settembre. Stesso computer, stesso caldo asfissiante e stessa canzone dei Doors che arriva dal bar della facoltà… credo di avere anche la stessa camicia. Ho appena dato l’esame di Laboratorio di Restauro e anzichè andare a mangiare con gli altri, ho sentito che era meglio venire a scrivere un post. Credo che nulla sia effettimamente cambiato, ma nel dare l’ultimo esame di quest’anno mi sento come riproiettato nel periodo che c’é stato prima di dare il primo. E’ un po’ difficile da spiegare perchè è poco chiaro anche per me. Diciamo pure……una sorta di specchio. Sono di nuovo a partire da oggi in una serie di giorni di trasformazione… carte da inviare e valigie da preparare … sono a Lione e penso all’Italia e a cosa mi aspetterà… sapendo pero’ che una volta in Italia pensero’ a la Francia e a quello che avro’ lasciato. Situazioni piacevolmente complicate, mi sento stimolato da tutto questo materiale per la mente. Ho le ventole del cervello al massimo perchè credo che il processore scaldi troppo… ma fortunatamente noto che le stampe non stanno venendo male. Scusate ma una settimana passata d’avanti ad un computer è capace persino di colorire, le tue metafore sulla vita con una terminogia da centro di calcolo.




